31 marzo 2015 | "Casa naturale", rivista dedicata al costruire, arredare e vivere ecologico, pubblica sul n. 72/2014 l'intervento Podere del Tiglio

"Casa naturale" è una rivista cartacea che si occupa di promuovere e diffondere la cultura del costruire, arredare e vivere 'ecologico'.

Sul n. 72/2014 della rivista, all'interno della sezione 'Costruire', viene dedicato un articolo all'intervento di recupero ad uso abitativo di un edificio rurale denominato Podere del Tiglio da noi progettato e costruito sulle colline dell'Appennino Tosco-Romagnolo.

"Piccoli grandi spazi - L'ecosostenibilità in versione laterizio"

"L'Appennino Tosco-Romagnolo ospita un patrimonio edile attualmente in abbandono. In queste pagine, un intervento che riporta alla luce un edificio rurale migliorandone le prestazioni energetiche"

"Il Podere del Tiglio è ubicato nel comune di Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze, in un'area caratterizzata dai forti rilievi dell'appennino Tosco-Romagnolo. E' un territorio composto da grandi aree boscate, con un'orografia aspra e un patrimonio di edifici rurali isolati oggi in massima parte in abbandono. Al di fuori dei centri urbani appenninici, l’insieme dei poderi agricoli, delle pievi, delle sorgenti, dei rifugi per i taglialegna e del sistema di percorsi pedonali che li collegava rappresentano non solo la rete infrastrutturale che ha permesso per secoli lo sviluppo di un’economia centrata sul bosco, ma anche lo schema urbanistico di un modello insediativo rispettoso del paesaggio, del territorio e delle sue caratteristiche naturali. Purtroppo, oggi, buona parte degli edifici che costituivano tale sistema sono in abbandono e soffrono di un forte degrado. L’intervento Podere del tiglio rappresenta il recupero di un edificio rurale ad uso abitativo/ agricolo e la sua riconversione a residenza per vacanze di una famiglia di cinque persone.
PRIMA | L’edificio si presentava come un corpo di fabbrica unico a due livelli, posto su un versante molto pendente rivolto verso sud. Il piano terra era parzialmente interrato, e adibito a ricovero per gli animali, strutturalmente era realizzato con muratura in “sasso” a sacco e solai con struttura lignea, il manto di copertura era realizzato con lastre di pietra. Prima dell’intervento giaceva in stato di abbandono da numerosi anni, aveva subìto crolli e danneggiamenti e il sito non era servito né dalla fognatura pubblica, né dalla rete gas, mentre erano presenti la rete elettrica e idrica.
DOPO | L’intervento ha conservato la volumetria, i materiali, la tipologia distributiva e la forma strutturale dell’edificio originale, apportando, però, tutte le modifiche necessarie alla riqualificazione energetica e al miglioramento del comfort. I progettisti, Angeli e Brucoli Architetti + Studio DeS, hanno deciso di riutilizzare per quanto possibile i materiali presenti sul luogo, sia per le parti strutturali che per le finiture dell’edificio, con soluzioni e materiali caratteristici della storia tipologica dei ruderi dell’Appennino Tosco Romagnolo, nonché provenienti da cave, produttori e artigiani del luogo.
L’INTERVENTO STRUTTURALE | Le murature perimetrali sono state realizzate accoppiando i sassi del vecchio edificio ad un blocco pesante in laterizio rettificato montato a colla, finito internamente con intonaci a base di calce. Si tratta del laterizio Porotherm BIO PLAN di Weinerberger. In tal modo, si è ottenuta una parete che abbina ad un’ottima inerzia termica, assicurata dalla massa, un eccellente potere isolante e di traspirazione. Il solaio di copertura è realizzato con struttura in legno di castagno di provenienza locale, tavelle in cotto, isolante in fibra di legno ad alta massa e manto di copertura in tegole di cemento.
LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA | La falda sud è interamente coperta da pannelli fotovoltaici che forniscono, nell’arco dell’anno, l’intero fabbisogno energetico dell’edifico. Utilizzando la rete elettrica come accumulo di energia, la struttura vanta un bilancio energetico a costo zero. Durante l’inverno, la pompa di calore aria-acqua che riscalda l’edificio attraverso pannelli radianti a pavimento viene alimentata tramite l’allaccio alla rete, mentre nelle altre stagioni l’elettricità prodotta dai pannelli fotovoltaici viene immessa in rete. La casa non è dotata di impianto di condizionamento, poiché l’inerzia termica dei pacchetti perimetrali assicura uno sfasamento termico sufficientemente confortevole. Tutti i pluviali di raccolta delle acque piovane sono stati convogliati in un serbatoio interrato al fine di recuperare acqua al servizio del sistema di irrigazione dell’ampio giardino circostante e dell’orto coltivato dai proprietari.