28 novembre 2015 | Il progetto "VERDE" risulta 1° classificato per il concorso di idee 'Riuso temporaneo di un'area in Darsena di città a Ravenna' promosso da CHUB

Il progetto "VERDE" risulta 1° classificato per il concorso di idee 'Riuso temporaneo di un'area in Darsena di città a Ravenna' promosso da CHUB.

Team di progettazione: Angeli e Brucoli Architetti (arch. Nadia Angeli, arch. Matteo Brucoli)
Doppio CM (arch. Marcello Cova, arch. Lorenzo Melandri)
Impronte (dott. Antonio Lazzari, dott.ssa Sara Lunghi, ing. Massimo Bottacini)
Oscar Dominguez

Il tema del progetto risultato vincitore è la riorganizzazione di un'area in Darsena confinante con il lotto 'Tirassegno', occupata da orti attualmente gestiti da privati.
Il programma prevede di mantenere un 60% della superficie ad uso 'orti urbani' non recintati - con forte valenza di sostenibilità ambientale e sociale (funzione didattica) -, e di inserire nuove funzioni volte alla fruizione pubblica (spazi di ristoro e di spettacolo) e spazi operativi, nonchè foresterie, utili allo svolgimento di attività didattiche e/o artistiche connesse al luogo.
Due sinuosi percorsi ciclopedonali si sovrappongono ad una rigorosa griglia di suddivisione del lotto in 'corsie', scandite da cordoli impiantistici, all'interno delle quali vengono composti i cassoni di coltivazione ortiva ed i container che ospitano le funzioni previste dal programma. Gli alberi già presenti sul lotto ed alcuni elementi ad "anfora" si ergono nel paesaggio ad accompagnare i percorsi. Ai margini del muro di cinta del "Tirassegno" viene generata una depressione erbosa da cui prende vita una cavea ad uso "arena".

[ guarda il progetto completo alla sezione 'Concorsi' del sito www.angeliebrucoliarchitetti.it ]

Segue uno stralcio della relazione di progetto.

"PAROLE"

ORTI: il terreno si presenta argilloso e povero di materia organica, in un sito destinato storicamente ad attività a carattere industriale potenzialmente molto inquinanti e quindi senza conoscenza particolareggiata dello stato di contaminazione del suolo. Allo stesso tempo la vicinanza con la Darsena comporta preoccupazioni sulla qualità delle infiltrazioni di acqua potenzialmente inquinata. Risulta fondamentale quindi isolare in via precauzionale il terreno coltivabile rispetto al suolo potenzialmente contaminato o a rischio contaminazione. La soluzione proposta prevede l'inserimento di cassoni riempiti con terreno di qualità in maniera da isolare il tutto. Le tecniche di coltivazione dovranno convergere verso l'agricoltura sinergica al fine di arricchire nel tempo naturalmente il terreno presente nei cassoni, ridurre o eliminare la produzione di scarti vegetali, ridurre o eliminare le tecniche di movimento e lavorazione del terreno anche in ottica di facilitare il lavoro ad anziani, disabili e bambini. Ciò eliminerà totalmente l'utilizzo di sostanze chimiche sia come interventi di disinfestazione che di concimazione. I cassoni innalzano inoltre il livello di coltivazione permettendo agli ortisti di lavorare in posizione eretta ed ai bambini di guardare il terreno da una prospettiva nuova ed ottimale per progetti educativi. Il progetto assume in questo modo una forte valenza di sostenibilità ambientale e sociale e riduce l'impatto economico sui fruitori.
ACQUA: si prevede il trattamento dei reflui, di tipo domestico, tramite un sistema di fitodepurazione del tipo a flusso sommerso, piantumato con essenze autoctone e dotato di sistema di ricircolo, in modo da ridurre la superficie richiesta. L’uscita recapiterà in un serbatoio di raccolta interrato, che riceverà anche le acque bianche provenienti dalla rete di drenaggio del terreno e da quella di raccolta delle acque piovane, proveniente dalle superfici coperte. L’acqua raccolta nel serbatoio potrà essere utilizzata per uso irriguo e vasche di risciacquo, tramite una rete duale di distribuzione di acqua potabile e acqua di recupero
ENERGIA: gli spazi interni saranno climatizzati tramite impianti a pompa di calore con alimentazione elettrica, che provvederanno anche alla preparazione dell’acqua calda per uso sanitario. Per l’illuminazione saranno utilizzate lampade a led, in grado di garantire livelli di illuminamento ottimali con il minimo impegno di potenza.
L’energia per l’alimentazione delle utenze elettriche sarà fornita da impianti fotovoltaici installati sui brise-soleil di copertura dei container, in grado di assolvere anche alla funzione mitigatrice dei carichi termici estivi, oltre che di produrre l’energia elettrica sufficiente per le utenze, alimentate tramite sistemi di accumulo a batteria, per garantire la disponibilità di energia anche nelle ore notturne o in caso di momenti di scarsa insolazione. In questo modo si renderanno le installazioni energeticamente autosufficienti esclusivamente con l'utilizzo di fonti rinnovabili.
BELLO: per un lotto che, pur affacciandosi direttamente sull'asse del Candiano, non è visibile né dalla testa di Darsena, nè tantomeno da via Trieste, comunicare efficacemente l'esistenza di attività aperte al pubblico è sicuramente uno dei problemi da risolvere.
Costruire un luogo bello, uno spazio che rimanga impresso nel ricordo dei visitatori per la qualità dello stare che offre e per la sua bellezza, è la strategia di comunicazione più semplice ed efficace.
La bellezza diviene così un elemento importante nella propagazione della notizia dell'esistenza di questo nuovo spazio verde urbano.
PARTECIPE: la scelta di proporre orti non recitati, ma comuni, di non separare le funzioni, ma di immergerle in mezzo agli orti, nasce dalla convinzione che solo dal contatto e dal confronto tra persone diverse che coabitano uno stesso spazio possa nascere un vero sentimento di appartenenza. La progettazione partecipata è oggi lo strumento principe per il coinvolgimento del territorio e per lo sviluppo di progetti condivisi ed in questo progetto verrà utilizzata per realizzare percorsi culturali e creativi (anche in termini “strutturali”) in cui la contaminazione diviene il driver di ogni percorso di innovazione.
VIVO: tutti gli elementi del progetto conoscono una loro mutevolezza nel tempo, come tutte le cose vive. Le funzioni ospitate dagli edifici possono di anno in anno cambiare, sulla base di bandi pubblici, la vegetazione che ricopre gli edifici crescerà con il passare delle stagioni ed anche gli orti conosceranno cambiamenti e modifiche. La proposta prevede una piattaforma sulla quale attività diverse possano attecchire e crescere anche oltre il termine temporale fissato dal presente bando.
RISPARMIO DEL SUOLO: abbiamo scelto di concentrare sotto i percorsi ciclo-pedonali tutti i principali sottoservizi (raccolta e distribuzione delle acque, distribuzione dell'energia elettrica per l'illuminazione pubblica) al fine di concentrare e ridurre la superficie urbanizzata e mantenere la maggior parte del suolo permeabile ed intatto.
INVARIANTI: due elementi dell'attuale configurazione degli orti vengono mantenuti e valorizzati dalla nostra proposta: gli alberi ad alto fusto, ed il muro di cinta dell'ex tiro a segno. Gli alberi restano ad ombreggiare alcune zone degli orti o a segnare spazi significativi come l'accesso all'arena, mentre viene liberata la vista verso il muro di mattoni dell'ex tiro a segno affinché questo possa fungere da sfondo per il palco dell'arena.
PUNTI DI VISTA: osservare le cose dall'alto è un'esperienza rara negli spazi pubblici ravennati; alzarsi ad un livello superiore e cambiare punto di vista può svelare qualcosa in più del paesaggio della Darsena, che ad altezza “uomo” presenta oggi molte recinzioni chiuse e muri opachi. Il progetto prevede di trattare il waterfront sul Candiano come un grande belvedere, sollevando le funzioni ad una quota di +3 ml (spazi foodie) e +6 ml (terrazza panoramica) sopra il livello di via d'Alaggio.

"TESSUTI"

LA SCALA URBANA: l'area di progetto viene proposta quale nodo di collegamento tra un futuro percorso ciclabile lungo via d'Alaggio e la pista ciclabile che affianca via Circonvallazione Canale Molinetto verso il mare. Ad oggi il collegamento ciclabile tra il centro storico ed il Pala de Andrè, e quindi il mare, avviene attraverso gli assi di via Destra Canale Molinetto e via Trieste, entrambi fortemente congestionati dal traffico veicolare; spostare la percorrenza ciclo-pedonale su via d'Alaggio permetterebbe la valorizzazione del lungo canale come spazio di transito e la realizzazione di un percorso ciclabile verso il mare separato dal traffico veicolare e immerso nei paesaggi di archeologia industriale della Darsena di città.
LA SCALA DEL LOTTO: due percorsi sinuosi ed organici si sovrappongono ad una rigorosa griglia di suddivisione del lotto, scandita da cordoli impiantistici; i percorsi ciclo-pedonali definiscono con la loro forma e la loro interazione degli ambiti caratterizzati da qualità spaziali diverse (spazio bar, arena) e permettono l'accesso a tutte le parti del lotto. Le “corsie” individuate dai cordoli impiantistici sono di volta in volta occupate dagli orti o dalle altre funzioni del programma senza soluzione di continuità.
OROGRAFIA: attualmente il lotto presenta una quota di campagna inferiore rispetto a quella dei suoi bordi (via Pag e via D'Alaggio); il progetto prevede di mantenere tale quota come quota zero dell'intervento e di mettere in collegamento tale quota con via d'Alaggio e via Pag attraverso i graduali dislivelli di quota dei due percorsi ciclo-pedonali. Anche le “corsie” si raccordano dolcemente con i percorsi ciclo-pedonali dando così vita ad un paesaggio 'morbido' e sinuoso che entra in dialogo con la spiccata geometria delle coltivazioni ad orto.
WATERFRONT: mentre il prospetto su via Pag si caratterizza come totalmente verde e dedicato all'orticoltura, il prospetto su via d'Alaggio si caratterizza come uno spazio più urbano, con piano di quota corrispondente all'attuale percorso di rispetto del canale; all'interno di tale spazio vengono ospitate le funzioni più legate alla città - info point, bar ristoro, servizi igienici e spazi foodie (spazi conviviali dotati di cucina e disponibili per il noleggio). Tutte le funzioni poste sul waterfront si sviluppano su più livelli guadagnando un nuovo punto di vista, privilegiato, sul canale e sulla Darsena.

"ELEMENTI"

I CORDOLI IMPIANTISTICI: le “corsie” che strutturano il lotto sono individuate da piccoli segni a terra, cordoli in rilievo che ospitano al loro interno, ove necessario, i sottoservizi come energia elettrica o distribuzione idrica. I cordoli fungono anche da supporto per gli elementi di illuminazione scenica per gli orti, per i punti di distribuzione dell'acqua e dell'elettricità (fontanelle e gruppi presa).
I CASSONI DI COLTIVAZIONE: sul terreno delle “corsie” adibite all'orticoltura sono appoggiati cassoni di plastica, legno o sacchi di tessuto (a seconda delle coltivazioni prescelte), all'interno di tali contenitori crescono le piante. I cassoni di coltura possono essere raggruppati secondo diverse geometrie o disposizioni all'interno delle corsie, a seconda delle necessità specifiche del coltivo o del metodo di coltivazione.
I CONTAINER: nelle “corsie” che ospitano funzioni diverse rispetto all'orticoltura non si sono realizzati scavi, ma abbiamo appoggiato sopra il terreno container standard da 20 piedi adattati per ospitare al loro interno le diverse funzioni. Esternamente tutti i container sono protetti dal sole da brise soleil realizzati con rete elettrosaldata sulla quale, in un primo momento, saranno intrecciate potature di vite e che poi fungerà da supporto per la crescita di rampicanti verdi. Tutti i moduli abitativi sono resi autonomi energeticamente attraverso pannelli solari e accumulatori, e sono collegati alla rete di recupero delle acque reflue.
L'ARENA: in corrispondenza del muro di cinta del vecchio tiro a segno creiamo una depressione erbosa, una cavea naturale che definisce semplicemente uno spazio scenico che ha come sfondo il muro in mattone faccia vista del tiro a segno. L'accesso all'arena avviene attraverso uno dei due percorsi ciclo-pedonali, in corrispondenza di un grande albero già presente in situ.
GLI ALBERI, LE ANFORE E LE LUCCIOLE: al di sopra di questo paesaggio fatto di segni a terra ed elementi appoggiati sul suolo si ergono alcuni elementi alti che punteggiano il lotto. Gli alberi ad alto fusto già presenti nel lotto che forniscono ombra ad alcune “corsie” del lotto; le Anfore, strutture realizzate in tondino metallico e potature di vite che forniscono un riparo, ed un luogo dello stare lungo i percorsi ciclo pedonali; e le lucciole, piccoli elementi luminosi alti che di notte rischiarano alcune parti degli orti evitando che se ne perda completamente la percezione.

"IL PROGRAMMA"

GLI SPAZI
• Orti urbani: il 60% della superficie lorda del lotto è adibito ad accogliere i cassoni di coltura e gli spazi di distribuzione connessi; la superficie di coltivo si presenta come un orto condiviso al cui interno le modalità di assegnazione, o di non assegnazione, delle zone di lavoro agli ortisti sono demandate al gestore dello spazio.
• Info point: spazio che ospita gli uffici di tutti i soggetti operanti nell'area, insieme ad uno sportello informativo dedicato al pubblico.
• Arena: cavea naturale ottenuta con la modellazione del terreno nei pressi del muro dell'ex tiro a segno, adatta per ospitare concerti e spettacoli musicali.
• Foresterie: unità residenziali minime, da destinarsi a foresteria per artisti o partecipanti a corsi e workshop organizzati all'interno dell'area
• Laboratori: spazi di lavoro coperti dove possono svolgersi sia le attività di ricerca degli artisti ospitati che gli incontri dei corsi e workshop.
• Spazi foodie: spazi coperti posti o nel mezzo degli orti oppure sul waterfront. Tali spazi sono dotati di cucina e possono essere affittati per organizzare momenti conviviali, con la vista della Darsena oppure immersi nel verde degli orti
• Bar: si prevedono due bar, uno affacciato su via d'Alaggio, con una terrazza panoramica posta sul tetto, e l'altro immerso negli orti, a servizio dell'arena.
I SOGGETTI
La gestione di tutti gli spazi presenti nell'area è demandata a differenti soggetti privati con specifiche competenze e ambiti di responsabilità, ed i soggetti dovranno coordinarsi tra di loro al fine di promuovere lo sviluppo e la crescita delle attività dell'area. Qui di seguito i profili dei quattro soggetti che potrebbero essere individuati tramite bando pubblico per l'affidamento a tempo determinato della gestione degli spazi:
• spazi bar: la proposta prevede di affidare la ristorazione e la somministrazione di alcolici ad un soggetto già attivo nel settore che abbia interesse a spostare o implementare la sua attività in Darsena durante i mesi estivi
• spazi per l'orticoltura: gli ortisti già attivi sull'area e chiunque sia interessato a gestire l'orto confluiranno in un'unica associazione, al cui interno dovranno essere presenti anche persone esperte nelle tecniche di coltivazione in vaso e senza movimentazione del terreno ispirate all'agricoltura sinergica e specificatamente adattate per facilitare le coltivazioni a scopo educativo o per utenze potenzialmente “deboli” (anziani, bambini, con difficoltà fisiche). L'associazione ortisti oltre che gestire gli orti dovrà rendersi disponibile anche ad attivare laboratori di tecniche di coltivazione aperti alla cittadinanza e percorsi formativi per le scuole.
• spazi foresteria e laboratori: il soggetto a cui vengono affidati gli spazi abitativi ed i laboratori dovrebbe essere una associazione culturale già attiva sul territorio in grado di sviluppare un programma di attività quali corsi e workshop aperti al pubblico e tenuti da artisti/esperti invitati, i quali potranno alloggiare direttamente all'interno dell'area.
• arena: si propone di affidare la gestione dello spazio dell'arena ad un soggetto o associazione già attivo sul territorio e specializzato nell'organizzazione di eventi musicali / concerti / proiezioni.
I gestori dei diversi spazi opereranno grazie al coordinamento del proprietario dell'area (comune di Ravenna), il quale assicurerà che venga rispettato lo spirito pubblico e 'mixed use' dell'area.
BUSINESS PLAN
L'investimento iniziale per la trasformazione dell'area viene sostenuto dalla proprietà dell'area (comune di Ravenna); una volta realizzata la piattaforma infrastrutturale, le diverse aree vengono assegnate in gestione a soggetti privati sulla base di bandi pubblici onerosi, così da assicurare l'ammortamento dell'investimento in un tempo definito. Nelle prescrizioni del bando di assegnazione potrà essere richiesta non solamente un'offerta economica, ma anche un progetto di gestione ed un programma in linea con i temi dell'ecologia, agricoltura, partecipazione e confronto tra realtà diverse che animano l'area. Il Comune di Ravenna procederà all'assegnazione delle aree componendo non solo le offerte economiche più vantaggiose, ma anche le proposte programmatiche più in armonia tra loro e che permettano una maggiore tematizzazione dell'area attraverso attività diverse legate ad un medesimo filo conduttore.
A loro volta i gestori, pur preservando il carattere prevalentemente pubblico e gratuito dei luoghi, potranno chiedere agli utenti degli spazi o delle attività affitti o prezzi per l'usufrutto dei servizi o degli spazi.