05 giugno 2015 | Sul numero di maggio di "Recupero e conservazione" è stato pubblicato un articolo dedicato alla riqualificazione architettonica ed energetica del complesso industriale e per uffici 01 Machinery a Cerreto d'Esi (AN)

"Recupero e conservazione" è dal '94 la rivista italiana per la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio costruito (edilizio, architettonico, monumentale) diretta da Cesare Feiffer. Essa si distingue per il livello di approfondimento e di dettaglio con cui esamina ogni progetto/cantiere illustrandone lo sviluppo, fase per fase. Ogni articolo costituisce una vera e propria guida pratica alle tecniche, all'uso dei materiali e agli interventi. "Recupero e conservazione" si rivolge agli architetti, ingegneri e imprese che operano in modo specifico nel settore del recupero edilizio e del restauro architettonico.

Sul n.123 | maggio 2015 della rivista viene dedicato un bell'articolo, di Valentina Radi, alla riqualificazione architettonica ed energetica del complesso industriale e per uffici 01 Machinery a Cerreto d'Esi (AN).

"Riqualificazione industriale - Architettura traslucente di lanterna a Cerreto d'Esi"

"La riqualificazione architettonica ed energetica di edifici industriali ridona una nuova identità ai complessi, migliorando la qualità di vita all’interno. Le nuove connotazioni esterne valorizzeranno il rapporto con il contesto che li circonda e con il quale si potrà creare un dialogo diurno e notturno, in un dinamico intreccio di rapporti fra il nuovo interno, l’edificio esistente e l’esterno riconoscibile a scala urbana.
Nel panorama dell’imprenditoria italiana, anche nuove e proficue attività che operano a scala internazionale scelgono di inserire la propria sede principale in complessi prefabbricati realizzati negli anni ’60. Quest’ultime credono nelle opportunità che derivano dalla riqualificazione architettonica ed energetica di fabbricati che connotano un particolare territorio. Rigenerazione a scala urbana ed edilizia diventano espressione dell’identità della nuova azienda, come azioni che concorreranno alla capacità di presentare e vendere i propri prodotti o servizi, migliorando il benessere di vita dell’utenza in particolare del lavoratore, razionalizzando i consumi energetici nella gestione delle funzioni primarie dell’edificio. Ne è un esempio la riqualificazione del complesso industriale a Cerreto d’Esi (AN).
I fabbricati dell’estensione di circa 5000 m2 si presentano composti da cinque edifici lineari, affiancati parallelamente, realizzati con sistemi costruttivi di pareti portanti e struttura a telaio, con copertura a doppia falda curva, e due palazzine in muratura, la più piccola rivolta verso sud-est e la più grande arretrata rispetto ad essa. Quest’ultima sarà l’oggetto della riqualificazione, perché per qualità tipologiche, dimensionali, orientamento e posizione rispetto l’intero complesso e l’intorno è colei che ha le connotazioni per diventare landmark, ovvero simbolo d’identità per la nuova società. In essa sarà rinnovata la destinazione d’uso direzionale presente dagli anni ’60.
La palazzina, parallelepipedo con base rettangolare di circa 24,15 m x 6,70 m è orientata con l’asse longitudinale a nord- sud, questo gli consentirà di ripensare gli spazi di lavoro al piano primo in sequenza ordinata e funzionale rispetto la facciata privilegiata sud-ovest in cui si collocano le grandi aperture. Aperture delle dimensioni originali di circa 4 m x 1,5 m, integrate con nuovi infissi energeticamente performanti, posti a filo interno dell’involucro e un sistema di brise-soleil esterni, fissi ed orientati, che hanno una dimensione e frequenza opportunamente studiata secondo i solstizi stagionali e in funzione dell’orientamento della facciata. In particolare sono presenti tre lamelle, con struttura metallica, ordinate in orizzontale e poste in ogni apertura a 37,5 cm di distanza l’una dall’altra e ciascuna ha una profondità di circa 12 cm, che insieme a veneziane mobili interne ottimizzano l’apporto energetico in inverno e lo riducono sensibilmente durante l’estate, assicurando comfort termoigrometrico.
L’efficacia del controllo energetico passivo, favorito anche dalla compatta morfologia del complesso, integra le prestazioni della trasmittanza termica delle murature perimetrali esistenti in laterizio forato di circa 48 cm, e della nuova facciata ventilata al terzo piano composta da blocchi in laterizio e una parete esterna in policarbonato con intercapedine di 15 cm, con una trasmittanza media di 0,32 W/m2K. La chiusura orizzontale del terrazzo al piano terzo ha un valore medio di 0,179 W/m2K e quella dell’ultima e nuova copertura con struttura in lamiera grecata e pannello isolante di 16 cm in poliestere estruso ad alta densità è di 0,272 W/m2K. Scelte tecnologiche che collaborano alla climatizzazione interna completata da una pompa di calore per il riscaldamento e il raffrescamento, dispositivo che nella quotidianità viene poco utilizzato, vista l’efficacia delle caratteristiche morfologiche e tecnico costruttive.
La LUCE nell’edificio è intesa anche come componente luminosa esterna artificiale che insieme al nuovo COLORE sono il maquillage per staccare la palazzina da un contesto isolato ma molto indifferenziato, permettendo ad esso di diventare un solista ovvero landmark del complesso. Viene ideato un terzo piano, un PICCOLO cubo posto sulla terrazza dell’edificio alto e snello, che durante il giorno ha la funzione di sala riunioni e di rappresentanza, la sera diventa riferimento visivo, una lanterna traslucente. Sopraelevazione che nasce da un’accennata morfologia dell’immobile esistente e che si configura come un ECTOPARASSITA il cui unico obiettivo è rigenerare l’edificio a cui si connette, creando un rapporto di dialogo fra il nuovo interno, l’edificio esistente e l’esterno riconoscibile a scala urbana. Il parassita unito al nuovo colore, tono caldo di marrone intenso ed omogeneo ispirato alla terra, del fabbricato, ha permesso di ricreare delle gerarchie nell’insediamento, specialmente sul fronte strada ogni qualvolta ci si passi davanti.
Dallo studio ed esecuzione di questa riqualificazione, sono stati individuati i caratteri che a breve qualificheranno anche la seconda palazzina prossimo oggetto di riconversione."